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Il Segretario Generale
della Presidenza Repubblica

Il Presidente della Repubblica, in occasione della quarta edizione dell’iniziativa “WANTED …presi per il verso giusto”, esprime apprezzamento per l’alto valore di questa iniziativa che prosegue l’appassionato impegno dell’associazione EXTROART a tutela dell’arte, risorsa e patrimonio essenziale della nostra identità.
Agli organizzatori, ai volontari e a tutti i partecipanti, il Capo dello Stato invia un augurio cordiale, cui unisco il mio personale.

Gaetano Gifuni

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Repubblica Italiana
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Il Ministro

Extroart”: un nome che richiama la ricchezza culturale della terra siciliana e una realtà che dedica la propria attività alla raccolta di immagini dell’arte trafugata, ma per fortuna spesso recuperata.
Un merito tutto italiano, di cui i nostri carabinieri sono diventati ambasciatori nel mondo consegnandoci un motivo in più per essere orgogliosi. Così sembra nascere anche questa collaborazione con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un comparto d’eccellenza che ho avuto modo di conoscere direttamente nell’ambito del mio mandato istituzionale.
Non credo possano guarire tutte le offese sferrate ai nostri tesori della storia, non sono reversibili i danni arrecati dal maldestro scavatore clandestino o dall’artigiano dell’illecito che altera le caratteristiche di un’opera d’arte.
Ma è l’impegno a contrastare questi reati e a esaltare i valori trasmessi dalla storia e dalla civiltà che ristabilisce significati e equilibri. E se il vostro lavoro cerca di sottolineare questo, non può che essere apprezzato.

Giuliano Urbani

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Comando Carabinieri
Tutela Patrimonio Culturale
Il Comandante

Salvaguardare il nostro immenso patrimonio culturale non è un dovere ma una missione che dobbiamo perseguire ai nostri figli, a chi verrà dopo di noi, di provare le stesse gioie che viviamo nell’ammirare i capolavori che i maestri del passato ci hanno lasciato.
Extroart, con una idea tanto concreta, semplice e di percezione immediata partecipa da anni a questa lotta. La diffusione capillare di cartoline riproducenti opere d’arte trafugate nel tempo in danno di musei, luoghi sacri, privati e aree archeologiche, non potrà che ricevere, come per le precedenti edizioni, il plauso di tutti gli amanti del mondo dell’arte, ma soprattutto otterrà il ringraziamento
di chi, purtroppo ha subito l’oltraggio di un furto.
Il patrimonio culturale italiano è soggetto ad una aggressione delinquenziale costante, ma la pubblicizzazione diffusa di una opera sottratta rende molto più ardua la sua commercializzazione: maggiore visibilità del bene equivale ad un rischio maggiore per chi vende e chi compra. Questo è possibile grazie ad una documentazione fotografica. Desidero per tanto rammentare ancora una volta a tutti la necessità di predisporre e conservare un proprio archivio fotografico degli oggetti posseduti, per facilitare, in caso di necessità, il nostro lavoro e quello delle forze di polizia più in generale, richiamando a tal proposito il modello
Documento dell’opera d’arte – Object ID”, scaricabile dalle pagine WEB del Comando, sul sito www.carabinieri.it o richiedibile presso qualsiasi Caserma dell’Arma dei Carabinieri.
Ringrazio pertanto Extroart per questo ulteriore contributo diretto a migliorare la coscienza culturale collettiva ed incrementare nell’opinione pubblica la consapevolezza del rischio cui è soggetto il patrimonio culturale nazionale.

Ugo Zottin

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Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali
Il Presidente

Ancora una volta, Extroart, continuando nelle meritevole opera di sensibilizzazione alla salvaguardia dell’irripetibile millenario patrimonio culturale, che connota l’Italia, sottopone alla nostra attenzione le fotografie di quei gioielli di famiglia
che sono stati sottratti al contesto per il quale erano stati realizzati.
Con questa quarta edizione del pregevole cofanetto persegue il nobile fine, affrontando le conseguenze del fenomeno delinquenziale più invasivo e devastante, quale è il saccheggio delle aree archeologiche terrestri e marine, dove vere e proprie bande di tombaroli imperversano per alimentare il mercato clandestino nazionale e, soprattutto, estero. Tutto ciò che proviene dall’Italia muove gli interessi di agguerriti sodalizi criminosi, che, nel tempo, hanno asportato dai nostri inesauribili giacimenti preziose testimonianze, oggi in esposizione presso collezioni private o musei esteri. Purtroppo, malgrado l’impegno delle istituzioni ed i risultati conseguiti, non si riesce a far comprendere a larghi strati dell’opinione pubblica che la ricerca compete esclusivamente all’archeologo, unico capace di studiare l’entità materiale della civiltà del passato, non per quello che rappresenta in sè per sè, ma in quanto documento di vita degli uomini che l’hanno prodotta. L’archeologo non tira fuori scrigni d’oro ma cerca di rintracciare ciò che è utile per la ricostruzione del passato, ascoltando quanto può dire un minimo coccio oppure esaminando le impronte disciolte nel tempo. L’archeologo cerca di ricomporre il mosaico della storia, anche quando questa appare cancellata del tutto.
Purtroppo nell’ambito della commercializzazione illecita dei reperti archeologici si assiste ad uno scontro tra Paesi produttori e Paesi, economicamente più forti, che cercano di dettare le leggi di un mercato vieppiù in espansione.
Extroart, con questa ulteriore iniziativa, ci mette di fronte ad una problematica che richiede una ampia convergenza di intenti per contrastare l’illegalità diffusa e favorire il recupero alla fruizione di tutti.
L’impegno, senza soluzione di continuità, di Extroart merita il più vivo plauso e la certezza di un sostegno, che la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali (S.I.P.B.C.) assicura, assumendosi l’onere di ampliare il messaggio attraverso i suoi soci.

Roberto Conforti

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Regione Siciliana
Ufficio Speciale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e Turistico
Il Funzionario Delegato

È da alcuni anni che Ludovico Gippetto si dedica, con crescente successo, alla ricerca delle opere d’arte scomparse; perchè rubate o perchè illecitamente esportate in seguito a scavi archeologici illegali. Questa sua attività, che definirei meritoria è quasi oltraggioso, egli collabora con il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che si dirama poi nelle regioni in Nuclei combattivi, che hanno già conseguito risultati molteplici.
La voglia d’opere e la scarsità crescente di mezzi finanziari disponibili, induce molti collezionisti d’assalto e alcune bande organizzate ad attuare raids nei luoghi non protetti, le chiese ad esempio, in particolare quelle di provincia, per alleggerirli di ori e argenti; arredi sacri; pale d’altare; marmi e quant’altro possa trasformarsi in oggetto appetibile per se o lucroso per il mercato. A uno di questi raids dobbiamo la devastante scomparsa di uno dei quadri più famosi al mondo, la Natività del Caravaggio, sottratto a Palermo dall’Oratorio di S. Lorenzo nel 1969 e mai più ritrovato. La ricerca costante, le azioni di intelligence più argomentate, la partecipazione alle aste dove in particolare i beni rubati tornano ad affiorare, l’immediata azione di recupero attuata con procedure legali sofisticate, o con perentori arresti e sequestri dei reperti, rendono il Comando dei Carabinieri TPC e la collaborazione di Ludovico Gippetto preziosi per la nostra comunità, oggi più che mai fondata su un desiderio di riscatto che soltanto nell’Estetica e nella esaltazione spirituale, può trovare adeguato fondamento.
La memoria del passato non è, d’altra parte, per Gippetto, fine a se stessa. Fondamentale è ,infatti, per lui la scoperta continua della contemporaneità, materiata di poeti, pittori, scultori, maestranze, che egli invita e coordina sulla sede, che da recente ne ha avviato il recupero: l’Oratorio di S. Stefano Protomartire nel cuore del centro storico della città, mirabile spazio calcinato e scandito da due superbi angeli in stucco del Serpotta. Quasi a dimostrare la verità di quell’apparente paradosso, già noto alla filosofia del novecento, per cui è sempre il nostro esserci la strada più rilevante per scoprire, oltre a noi stessi, tutt’intero anche il nostro più lontano passato, con il quale ogni artista, sia pure in modi differenziati, continuamente accoglie in sé le infinite stirpi che ci sorpassano e ci chiamano.

Aurelio Pes

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Repubblica Italiana
Assemblea Regionale Siciliana
Il Presidente

L’iniziativa dell’ associazione artistica Extroart si qualifica per la sua originalità e per l’elevato valore civile che intende affermare, attraverso la divulgazione di immagini fotografiche di opere trafugate da diffondere come cartoline mediante il servizio postale.
La conoscibilità ad un vasto pubblico di opere d’interesse storico – artistico illecitamente trafugate è, infatti, premessa indispensabile per incrementare le probabilità di intervento da parte degli organi investigativi preposti al loro recupero.
La  legislazione  italiana  è  certamente  tra  le  più  avanzate  nello  scenario  delle normative degli Stati impegnati sul fronte della salvaguardia del patrimonio culturale.
Le prescrizioni della Legge Bottai del 1939, riferite alla tutela dei beni culturali, nella loro rinnovata veste introdotta nel Codice dei Beni Culturali recentemente entrato in vigore, hanno fornito un sicuro e razionale strumentario di istituti, interventi, azioni, mirato ad assicurare la perpetuazione presso le future generazioni del patrimonio inalienabile della Nazione, molto spesso patrimonio dell’umanità intera. Poichè  siamo  consapevoli  che  nessuna  legislazione  a  tutela  del  patrimonio storico – artistico, per quanto avanzata e stringente, valga da sola ad impedire il furto o la deturpazione di singoli beni culturali, riponiamo la nostra più viva speranza sul valore didascalico che riveste una rassegna fotografica quale quella che ci viene offerta da Extroart, per additare a tanti cittadini siciliani, italiani e stranieri  alcune  opere  di  valore  inestimabile  sottratte  dall’incultura,  dal  crimine organizzato, spesso dalla indifferenza, alla pubblica fruizione, contribuendo ad affermare quell’idem sentire comunitario che è il miglior antidoto contro l’illegalità diffusa ed uno strumento potente per la sopravvivenza delle testimonianze aventi valore di civiltà.

Guido Lo Porto

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Regione Siciliana
Il Presidente

Talvolta le iniziative semplici sono le più utili per raggiungere obiettivi complessi.
Ciò si può affermare certamente di quella portata avanti da Extroart con la quarta  pubblicazione  del  cofanetto  che  riproduce alcune  delle  più  importanti opere d’arte trafugate in musei, luoghi sacri, e aree archeologiche. In questi anni abbiamo registrato con piacere in Sicilia l’aumento del consumo culturale da parte di ampie fasce delle popolazione, nonché di molti turisti che vengono da noi anche per poter ammirare parte dei nostri innumerevoli beni culturali. A questo aumento di fruizione si accompagna una sempre maggiore sensibilità per la difesa dei nostri giacimenti artistici e architettonici e di conseguenza sempre maggiore è la collaborazione che tutti i cittadini desiderano offrire per evitare l’ulteriore depauperamento di tale preziosa eredità che ci è stata consegnata dalle generazioni precedenti.
In questa mutata sensibilità ha trovato ampio consenso l’iniziativa di Extroart che tende a dilatare sempre più il campo del proprio intervento e la qualità dei risultati da raggiungere.
Anche quest’anno ci propone una qualificata selezione di cartoline da divulgare con le immagini di alcuni beni trafugati che potrebbero essere recuperati. Le istituzioni devono svolgere il proprio compito di controllo e vigilanza, colpendo quando è possibile ogni violazione, ma devono saper sostenere le iniziative dei privati che intendono contribuire con proprie energie e modalità al raggiungimento del medesimo fine. Il principio di sussidiarietà è valido strumento anche in simili iniziative nelle quali la libera iniziativa del soggetti sociali deve trovare nelle istituzioni regionali sostegno e condivisione, nel rispetto della originalità di ogni intervento. Per  questo  motivo  invito  tutti  a  sostenere  anche  quest’anno  la  diffusione  di queste cartoline così da contribuire alla difesa di un patrimonio che è di tutti.

Salvatore Cuffaro

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Regione Siciliana
Assessorato ai Beni Culturali Ambientali e alla Pubblica Istruzione
L’Assessore

I beni culturali sono l’identità di un popolo, la memoria degli avi, tant’è che i Germani – ci informa Tacito – chiamavano sacro il segreto dei loro boschi.
La loro tradizione, la loro cultura. Trafugare opere d’arte è pertanto depredare l’identità di una nazione, ragion per cui la  comunicazione  e  la  divulgazione  di  un Wanted relativo  ad  opere  di interesse  storico – artistico  è  un’operazione  dall’alto profilo  morale,  oltre  che  di impegno civile.
Goethe diceva: Tutto ciò che hai ereditato dai padri devi riconquistarlo se vuoi possederlo davvero. E fin quando mancherà un solo tassello, un’opera d’arte, al patrimonio culturale del nostro territorio quella memoria ereditata dai padri risulterà interrotta, priva di un anello di congiunzione, quindi nostro compito è quello di riconquistare ogni pezzo trafugato e ricomporre quell’eredità antropologica. Un  plauso  va  ovviamente  al  Comando  dei  Carabinieri,  Tutela  Patrimonio Culturale,  ma  non  secondariamente  ai  promotori  di  Extroart,  che  da  anni  si impegnano con una serie di iniziative a far conoscere le opere sottratte indebitamente  al  patrimonio  culturale  siciliano,  contribuendo  così  all’inibizione  della catena negativamente produttiva che fa del commercio illecito di opere d’arte un business che va interrotto per la salvaguardia della legalità e con essa delle radici comuni dei siciliani. Il cofanetto ideato da Ludovico Gippetto e distribuito da Extroart è un messaggio dentro la bottiglia ed è sempre viva la speranza che qualcuno possa sostenere, leggendo il messaggio, il progetto di recupero di pezzi pregiati della nostra storia artistica e culturale, denunciando o informando le autorità competenti su fatti ascrivibili al commercio illecito di opere d’arte. Bisogna  sollecitare  le  coscienze  dei  cittadini,  delle  scuole,  dei  giovani,  dei docenti,  per  rilanciare  un  progetto  concreto  di  informazione,  che  sia  anche didattico, quale segno di un’inversione di tendenza in Sicilia: la nostra terra non è   in   vendita.   Il   nostro   patrimonio   culturale   non   è   in   vendita.
In  una  scena  del  film  Excalibur il  mago  Merlino  ammoniva: Il  peggio  per  gli uomini è che essi non hanno memoria.
Ebbene, il monito del più famoso artefice di sortilegi del mondo occidentale è anche il monito a riconquistare la memoria, ovvero l’eredità dei padri, la nostra tradizione culturale e con essa ogni opera d’arte indebitamente trafugata, che è espressione  di  una  dinamica  di  valori  condivisi  dai  siciliani.  Il  godimento  dei beni culturali è un fatto pubblico e pubblico dovrà essere ogni tentativo di recupero  di  tali  beni,  con  l’aiuto  della  politica,  delle  istituzioni  e  dell’associazionismo,  quest’ultimo  parte  integrante  del  tessuto  connettivo  di  una  società  che guarda all’innovazione, nel rispetto dei segni del passato.

Fabio Granata